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PAST Exhibitions
Marco Silombria, Andrea Fogli, Ugo Nespolo, Javier Jil

D’Aprés – Da Anzinger a Warhol
From 13.03.2003 to 03.04.2003

Marco Silombria – d’aprés warhol
d'aprés warhol
2002
digital print on cut and milled dibond
120 x 131 cm
Andrea Fogli -Veronica
Veronica
2002
panneggio in resina argentata a specchio
190 x 45 x 25 cm
Installazione, Villa delle Rose, Bologna, 2002
Ugo Nespolo – Autocitazione
autocitazione
2002
acrylic on cut wood
100 x 70 cm
Javier Gil – ei municipio (ciudades fantasticas)
ei municipio (ciudades fantasticas)
2002
pastel on paper
70 x 100 cm
Ugo Nespolo – jdylle
jdylle
2002
acrylic on cut wood
100 x 70 cm

“Dall’inizio del ventesimo secolo, con il Dadaismo e i gesti ironici di Marcel Duchamp, la riflessione sull’iconografia e sui sistemi estetici dell’arte classica e moderna diventa un tema centrale di tante correnti, dalla Pop Art fino a tutte le strategie dell’arte Concettuale. Al di là del fatto che nell’arte si siano sempre visti omaggi al passato, anche sotto forma di citazioni, la maniera di riflettere sulla storia dell’arte si arricchisce oggi di una visione analitica, ironica, romantica, nostalgica, con i suoi paradossi fino quasi a divenire un sottile gioco concettuale. La mostra include disegni, lavori di pittura, scultura, fotografia; quasi tutti i mezzi espressivi usati dagli artisti della seconda metà del Ventesimo secolo sono presenti. L’ambizione della mostra, di respiro internazionale, è di creare una antologia il più vasta possibile, un dialogo fra artisti che appartengono non solo a diverse generazioni ma anche a diverse culture, per esempio l’asiatica e l’europea.”

Peter Weiermair

D’Après ovvero un’indagine sull’infinito patrimonio iconico della storia

Considerando la ricchezza di strategie artistiche e la diversità di idee, la rapidità nell’alternarsi dei movimenti e delle personalità artistiche, alla fine del XX secolo l’arte non ha mostrato un atteggiamento combattivo e iconoclasta come agli inizi del secolo, quando Marcel Duchamp e il dadaismo internazionale si occupavano ironicamente della tradizione. L’arte e tutte le sue manifestazioni, le opere principali e gli stili, anche il contesto sociale, sono divenuti materiale dell’arte stessa per i contemporanei. L’arte attraverso l’arte esiste a partire all’incirca dall’ultimo trentennio del XX secolo, e questo, nelle forme più differenti, che vanno dalla Pop Art all’Appropriation Art. Marcel Duchamp e, sulla scia di quest’ultimo, Andy Warhol sono figure determinanti.
L’arte concettuale potrebbe essere citata quale definizione sovraordinata per tutti i fenomeni nei quali gli artisti (non gli studiosi) tematizzano l’arte stessa, le sue strategie, le iconografie e i presupposti di natura teorica e materiale. Tale concetto generale raccoglie definizioni collettive quali “archeologie individuali” oppure “pittori anacronisti” o, ancora, nella lingua tedesca, “Spurensicherung”1, che nel frattempo hanno già assunto carattere storico. Quest’esposizione non aspira affatto alla completezza. Essa intende piuttosto presentare la ricchezza di forme e collocare le diverse generazioni l’una accanto all’altra. L’orientamento della mostra è internazionale. Con il giapponese Morimura si ha un ampliamento del tema, altrimenti limitato a figure della pittura classica: di volta in volta, egli personifica queste ultime, appropriandosi così delle tradizioni occidentali, e le estende alle grandi star del mondo del cinema occidentale, alla cultura hollywoodiana.
Dominanti sono gli esempi americani ed europei e, all’interno dell’Europa, copre una parte molto ampia l’arte italiana, dall’Arte Povera alla situazione attuale, rappresentata da Avveduti, Fogli, Massini e Scheda. Si evidenzia la ricchezza delle tecniche impiegate: dal collage e dalla pittura alla scultura e all’oggettistica, fino al fondamentale medium della fotografia, con il quale spesso si ricreano degli scenari preesistenti. D’Après non intende indicare uno stile, bensì un atteggiamento; un atteggiamento che non significa far proprio un modo di sentire altrui, bensì ripensare l’opera d’arte, riflettere su di essa in maniera produttiva e, spesso, in molteplici angolature. Uno degli esempi migliori è forse il disegno a matita di Andy Warhol sulla scorta di un motivo del fotografo tedesco Wilhelm von Gloeden, la cui stessa fotografia è, a sua volta, un riallestimento di un tema anticheggiante. D’Après è la frequentazione creativa di una storia percepita come dominante, che può essere considerata sia un peso sia una ricchezza.

Peter Weiermair