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PAST Exhibitions
Ralf Kaspers

Fotografie
From 10.02.2012 to 24.03.2012

Ralf Kaspers – 9mm I
9mm I
2008
Lambda print, Diasec
237 x 178 cm
Edition of 5
Ralf Kaspers – 9mm II
9mm II
2008
Lambda print, Diasec
237 x 178 cm
Edition of 5
Ralf Kaspers – 9mm III
9mm III
2008
Lambda print, Diasec
237 x 178 cm
Edition of 5
Ralf Kaspers – Hair
Hair
2010
lambda print, diasec
237x178cm
Edition of 5
Ralf Kaspers – Summerland II
Summerland II
2011
Lambda print, Diasec
267x200cm
Edition of 5
Ralf Kaspers – Summerland III
Summerland III
2011
Lambda print, Diasec
267x200cm
Edition of 5
Ralf Kaspers – Summerland VII
Summerland VII
Summerland VII
2011
Lambda print, Diasec
200x345cm
Edition of 5
Ralf Kaspers – Teeth
Teeth
2010
Lambda print, Diasec
237×178 cm
Edition of 5

Gagliardi Art System presenta in esclusiva in Italia la mostra personale del fotografo tedesco Ralf Kaspers.

L’artista dal 2007 lavora ad un progetto seriale che prevede insiemi ordinati di bachi e mosche, bossoli di proiettili e lingotti d’oro, locuste e teste di gallo, peli tubolari e file di denti vecchi, utilizzati come pars pro toto per additare l’umanità, la vita e la morte.
Come dice Barbara Hofmann-Johnson: […] la ripetizione strutturale elaborata al computer, unita all’uso di una composizione a tutto campo e di una disposizione sequenziale, si fa metafora della ripetizione ma anche del fatto che un ‘gruppo organizzato’ è creatore delle sue stesse caratteristiche e dei suoi originali effetti visivi. In quanto repliche visive, allineate, messe in fila e raccordate da una superficie esteticamente strutturata, le serie fotografiche di Kaspers mostrano, al di là dell’effetto ornamentale prodotto dalla manipolazione visiva, come la ripetizione di un singolo oggetto possa generare immagini che aprono a nuove dimensioni di senso” […]
Un ulteriore spunto riflessivo sul diverso modo di percepire gli oggetti e le persone è dato dalla serie Summerland. In un primo momento sembra che numerose persone siano sospese in cielo, in una dimensione onirica, quasi mistica. La grande dimensione delle opere inganna la percezione del fruitore: le persone che animano questi grandi ‘affreschi fotografici’ sono in realtà immerse in acque celesti.

[…] “Molto spesso il meccanismo di funzionamento dell’immagine è quello di confondere il senso delle dimensioni dell’osservatore” – dice David Galloway. “Muoversi all’interno di questo universo visivo non è molto diverso da un viaggio nel mondo alla rovescia di Alice nel Paese delle Meraviglie, dove gli oggetti – compresa la protagonista – si rimpiccioliscono o crescono inaspettatamente. “Curiosar e curiosar” esclama Alice, “Ora mi allungherò come il più grande telescopio mai esistito.” […]

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Gagliardi Art System presents, exclusively for Italy, a personal exhibition of German photographer Ralf Kaspers.

Since 2007, the artist has been working on a serial project that consists in organized sets maggots and flies, bullet casings and gold bars, locusts and rooster heads and of tube-like hairs and rows of old teeth, used as pars pro toto to point to humanity and life and death.

As Barbara Hofmann-Johnson explains: […] The perception of the individual object is obscured by the ornamental effect and the computer-generated structural repetition together with the use of an allover composition, and the sequential arrangement becomes a metaphor for both repetition and for the fact that an ‘organized group’ – or should we rather call it an ornamental socialization? – creates its own unique pictorial qualities and effects. As visual repeats, lined up in rank and file and united by an aesthetically structured surface, Kasper’s photographic series show, beyond the ornamental effect produced by the visual manipulation, how the repetition of an individual object can create images that open up new levels of meaning.” […]

More food for thought on the different way to perceive objects and people is provided by the series Summerland. When first looking at these works, it seems that a large number of people are suspended in the sky, in a dreamlike, almost mystical dimension. The large size of the works deceives the observer’s perception: the people who animate these large ‘photographic frescoes’ are actually immersed in heavenly waters.

“Very often an image functions through confounding the viewer’s sense of scale” explains David Galloway. “Moving through this pictorial universe is not unlike a journey through the topsy-turvy world of Alice in Wonderland, where objects unexpectedly shrink or expand – including the heroine herself. “Curioser and curioser,” cried Alice. “Now I’m opening out like the largest telescope that ever was.” […]

Nel corso degli ultimi anni, Ralf Kaspers ha costantemente esteso la gamma dei suoi temi visivi, creando fra di essi rapporti di natura estetica oltre che tematica.
Accanto ai paesaggi realizzati in Inghilterra o in Africa, ha creato motivi urbani auratici, di grande formato, per lo più ripresi a New York, ma anche a Mosca, Tokyo, Berlino e Düsseldorf. Questi ultimi vanno anche considerati come possibili riferimenti allegorici, di cui la serie Ten Commandments è un esempio significativo.
Accanto a questi motivi, la fotografia di oggetti rappresenta un’altra parte del contenuto visivo simbolico prodotto da Kaspers. Collocati su sfondi bianchi, i suoi oggetti forniscono una prospettiva estetica individuale su diversi contesti culturali, interrogando l’esistenza e le sue forze intrinseche.
La vita è un ciclo di divenire e morire, di energie corporee, materiali, fisiche e mentali, di paesaggi e architetture, di acuti riferimenti visivi alla società e ai processi storici, che vanno a costituire il nesso interno fra i diversi temi fotografici di Kaspers.
Questo aspetto trova un ulteriore sviluppo nella serie fotografica a cui l’artista di Düsseldorf lavora dal 2007. A tutto campo, queste opere mostrano, ad esempio, ordinati insiemi di bachi e mosche, bossoli di proiettili e lingotti d’oro, locuste e teste di gallo, e peli tubolari e file di denti vecchi, utilizzati come pars pro toto per additare l’umanità, la vita e la morte. La percezione del singolo oggetto è adombrata dall’effetto ornamentale, e la ripetizione strutturale elaborata al computer, unita all’uso di una composizione a tutto campo e di una disposizione sequenziale, si fa mefatora della ripetizione ma anche del fatto che un ‘gruppo organizzato’ – o dovremmo piuttosto chiamarlo socializzazione ornamentale? – è creatore delle sue stesse caratteristiche e dei suoi originali effetti visivi.
In quanto repliche visive, allineate, messe in fila e raccordate da una superficie esteticamente strutturata, le serie fotografiche di Kaspers mostrano, al di là dell’effetto ornamentale prodotto dalla manipolazione visiva, come la ripetizione di un singolo oggetto possa generare immagini che aprono a nuove dimensioni di senso.

(Barbara Hofmann-Johnson)

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Over the recent years, Ralf Kaspers has continuously extended the range of his visual photographic themes, creating both aesthetic and thematic relationships between them.
Alongside landscape themes shot in England or Africa, he has created auratic, large format urban motifs, mostly shot in New York, but also in Moscow, Tokyo, Berlin and Duesseldorf. These should also be understood as possible contemporary allegorical references, with Kasper’s Ten Commandments series being a case in point.
Alongside these motifs, object photography is also part of Kasper’s symbolic visual content. Set against white backgrounds, his objects deliver an individual aesthetic perspective on cultural contexts and question existence and its inherent forces.
Life as a cycle of becoming and passing on, of bodily, material, physical and mental energies, of landscapes and architectures, of visually pointed references to society and historical processes form the inner link between Kasper’s various photographic themes.
This is also carried forward in the photographic series that the Duesseldorf-based artist has been creating since 2007. As allovers these works show regular arrangements of, for instance, maggots and flies, bullet casings and gold bars, locusts and rooster heads and of tube-like hairs and rows of old teeth, used as pars pro toto to point to humanity and life and death. The perception of the individual object is obscured by the ornamental effect and the computer-generated structural repetition together with the use of an allover composition, and the sequential arrangement becomes a metaphor for both repetition and for the fact that an ‘organized group’ – or should we rather call it an ornamental socialization? – creates its own unique pictorial qualities and effects.
As visual repeats, lined up in rank and file and united by an aesthetically structured surface, Kasper’s photographic series show, beyond the ornamental effect produced by the visual manipulation, how the repetition of an individual object can create images that open up new levels of meaning.

(Barbara Hofmann-Johnson)