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PAST Exhibitions
Glaser/Kunz

Glaser/Kunz solo show
From 22.09.2016 to 25.02.2017

Glaser/Kunz Installation view
"SCHWARZE SÄCKE" installation view
SCHWARZE SÄCKE, 2006
Sculpture, serie of 18, ca. 35x33x23 in / 90x85x60 cm each
Bronze, patina
Installation view
Glazer/Kunz – Uhr
Uhr
2013
Animation, High Definition Video, Aspect Ratio 1:1, 10 min. loop, size variable
Monitor
Installation view
G/K_Zeichnung_2
G/K_Zeichnung_2
2 sheets, 11,7×8,25 in / 29,7×21 cm each
Ink on paper
G/K_Zeichnung_3
G/K_Zeichnung_3
2 sheets, 11,7×8,25 in / 29,7×21 cm each
Ink on paper
G/K_Zeichnung_4
G/K_Zeichnung_4
2 sheets, 11,7×8,25 in / 29,7×21 cm each
Ink on paper

Glaser/Kunz solo show
testo critico di Lorenzo Madaro

Gagliardi e Domke, via Cervino 16, Torino

Fino al 25.02.2017

Nel corso del weekend di Artissima la mostra sarà visitabile:
Venerdì 4, ore 10.00 – 22.00
Sabato 5, ore 10.00 – 24.00
Domenica 6, ore 10.00 – 20.00

Attuando una pratica ponderata che include una pluralità di procedimenti e linguaggi, il duo Glaser-Kunz prosegue la sua investigazione concentrandosi sulla realtà e le sue opposizioni, in un’orbita che attraversa visioni e definizioni, sguardi particolareggiati e ispirazioni di natura poetica, mediando tra echi e letture di un’umanità corporea, fisica e insieme inafferrabile.

Nelle loro opere più conosciute – ormai dei classici del loro percorso –, si sono preoccupati di ricostruire brandelli di realtà, prendendo in prestito, dalla stessa, suppellettili e contesti, ed utilizzando le potenzialità della tecnologia per aderire ulteriormente a questa loro finalità, che non prescindeva da uno sguardo pur sempre analitico sulle relazioni che si innescano tra gli esseri umani e il contesto in cui agiscono.
Ma il duo svizzero non si concentra esclusivamente sui mezzi della tecnologia, entrambi, insieme, avvertono che si possono prendere in prestito dall’arte anche linguaggi e tecniche legate alla tradizione per poter sviluppare una ponderazione plausibile e coerente. E in tal senso il disegno assume un valore assoluto, non solo di studio e preparazione progettuale alle opere multimediali e installative più impegnative – come spesso è accaduto nel loro medesimo percorso –, ma come processo a se stante. Ed è questo il caso. Le carte selezionate per questa mostra – appartenenti alla produzione degli ultimi anni di Glaser Kunz – rivelano un inestricabile groviglio di segni abbarbicati sulla superficie grazie a pennellate calde di inchiostri neri bituminosi che si aggrovigliano irrimediabilmente.

Una gestualità misteriosa si contrappone alla studiata regolarità delle loro ricerche sul fronte tecnologico e multimediale: le opere su carta in mostra rivelano un legame inevitabile con le questioni che il duo affronta nelle opere installative più complesse.

Lo stesso accade con le sculture installate in un altro spazio della galleria: sacchi di juta posati con apparente casualità sulla superficie del pavimento. Sono consunti, provati dal tempo, sfilacciati nella loro medesima materialità, difatti disperdono parte della sostanza che contengono: inchiostro, appunto. Si crea così una sinergia sottesa e lieve con i disegni esposti in un ambiente vicino. L’inchiostro diviene traccia di un immaginario segno che unisce materie differenti – il disegno e la juta – che appartengono allo stesso principio, quello della scultura. L’inchiostro è la traccia di una scrittura sull’esistenza che si sviluppa per sovrapposizioni di ricordi, per associazioni mentali e per disfunzioni che tendono a cancellare e a ricostruire ulteriori frazioni di realtà. “Quello che non ho disegnato io non l’ho visto”, diceva Goethe nel suo Viaggio in Italia. Questa riflessione è paradigmatica per comprendere il valore che assume il segno dipinto con l’inchiostro nero su brandelli di carta bianca.

Con materiali semplici, attivano spazi demiurgici; attraverso una gestualità leggera e incisiva, mettono in relazione la bidimensionalità con la tridimensionalità; lo spazio della rappresentazione e della visione con quello della perlustrazione. Senza severità, ma mediante il ritmo della visione morbida e tattile che contrappone le forme e associandole ai contenuti.

Galleria Gagliardi e Domke
via Cervino, 16
10155 Torino (Italy)
t.: +39 011 1970 0031
info@gagliardiedomke.com
www.gagliardiedomke.com