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Carlo Gloria

il tempo delle promesse
From 01.06.2005 to 23.07.2005

Carlo Gloria – Comparsa 01
Comparsa 01
2005
lambda print on plexiglass
40 x 28 cm  
Carlo Gloria – Comparsa 02
Comparsa 02
2005
lambda print on plexiglass
40 x 28 cm    
Carlo Gloria – Comparsa 03
Comparsa 03
2005
lambda print on plexiglass
40 x 28 cm  
Carlo Gloria – Il grande vortice
Il grande vortice
2005
lambda print
160 x 125 cm  
Carlo Gloria – La gara 01
La gara 01
2005
lambda print on plexiglass
35 x 86 cm  
Carlo Gloria – La gara 02
La gara 02
2005
lambda print on plexiglass
35 x 95 cm  
Carlo Gloria – La gara 03
La gara 03
2005
lambda print on plexiglass
35 x 100 cm  
Carlo Gloria – La gara 04
La gara 04
2005
lambda print on plexiglass
35 x 92 cm  
Carlo Gloria – Ola 1
Ola 1
2005
lambda print on plexiglass
12 segments; 60 x 50 cm each  
Carlo Gloria – Ola 1_03
Ola 1_03
2005
lambda print on plexiglass
60 x 50 cm  
Carlo Gloria – Ola 1_07
Ola 1_07
2005
lambda print on plexiglass
60 x 50 cm  
Carlo Gloria – Ola 2
Ola 2
2005
lambda print on plexiglass
12 segments; 60 x 50 cm each  
Carlo Gloria – Ola 2_09
Ola 2_09
2005
lambda print on plexiglass
60 x 50 cm  
Carlo Gloria – Ola 2_11
Ola 2_11
2005
lambda print on plexiglass
60 x 50 cm  
Carlo Gloria – Vortice 12
Vortice 12
2005
lambda print
110 x 48 cm  
Carlo Gloria – Vortice 15
Vortice 15
2005
lambda print
72 x 76 cm  
Carlo Gloria – Vortice 8
Vortice 8
2005
lambda print
50 x 76 cm  

Carlo Gloria nasce a Torino nel 1964. Studia grafica a Milano, lavora a Parigi e inizia nel 1996 l’attività espositiva creando un dialogo personale con la natura attraverso installazioni di materiali naturali e tradizionali quali stoffe, foglie, gesso.

Nel 2000 inizia ad esplorare la figura umana, rappresentandola attraverso le tecnologie digitali. Nasce così il ciclo delle Comparse e la tecnica degli affreschi digitali: la fotografia è stampata a grandezza naturale e la parete è il supporto diretto dell’immagine digitale che appare come un affresco della tradizione antica.

I soggetti sono uomini e donne colti in diversi aspetti del quotidiano o in momenti particolari dell’esistenza, sottoposti talora a deformazioni, accelerazioni, alterazioni della figura. La gamma delle opere eseguite negli ultimi anni comprende pittura, scultura, fotografia, video-arte, installazione e performance di scrittura. Nella mostra Il tempo delle promesse – locuzione che richiama un brano dell’Ecclesiaste a cui l’artista ha dedicato un ciclo di lavori nel 2004 – Gloria prosegue lo studio sui caratteri umani e sulla struttura grafica del testo. Figure umane tratte dal quotidiano si muovono, interagiscono tra loro, si alterano in vorticose gestualità, rimandando ai processi deformativi applicati ai segni grafici e alle immagini in movimento trasmesse da monitor televisivi.

“C’è un terreno comune su cui crescono le promesse della vita quotidiana. Il titolo della mostra Il tempo delle promesse è un’espressione popolare utilizzato nel nostro universo comunicativo […] Gloria ci invita a partecipare in un tempo di promesse. Le opere non sono testimoni muti, ma pretendono un contatto diretto. […] I suoi messaggi criptici, che alternano dimensione verbale e composizioni visive, esemplificano la mancanza di distinzione fra le affermazioni chiare e quelle lasciate aperte all’interpretazione: le promesse.

Victor De Circasia

Carlo Gloria: Tempo di promesse
Gloria ci invita a partecipare. In un tempo di promesse, le opere non sono testimoni muti, ma pretendono un contatto diretto. Testo e colore si rafforzano o si contraddicono a vicenda, come un’immagine visiva.
La parola scritta è imprevedibile e contraddice quella parlata. La parola si libera dalle convenzioni del linguaggio e, senza pietà, l’artista concede all’osservatore di assumere un punto di vista individuale. Nella sua mostra, Gloria indaga i segnali dell’abbigliamento, la struttura dei testi e la comunicazione testuale. C’è un terreno comune su cui crescono le promesse della vita quotidiana.
Il titolo della mostra è un termine popolare utilizzato nel nostro universo comunicativo. Parla, aspetta e vedi. Una sorta di successo, e di fallimento, dell’integrazionefra ciò che ho detto e ciò che faccio. Forse materiale iconografico? Gloria affronta direttamente il processo della comunicazione verbale e lo scambio di’idee e d’informazioni in una società condizionata dalla comunicazione di massa. La gamma delle opere eseguite negli ultimi anni comprende dipinti, sculture, fotografia, videoarte, installazioni e performace di scrittura. L’accento è caduto su opere d’arte che realizzano la dimensione del linguaggio.
Le opere in mostra consistono in didascalie che fanno parte integrante dell’opera. A volte Gloria imita i metodi della pubblicità, attirando quindi l’attenzione critica sulla comunicazione e sul design. Durante la mostra gli osservatori sono sollecitati a chiedersi se l’opera d’arte sia una parola o un’immagine. Concentrandosi sul tema della figura umana, Gloria registra stati d’animo e livelli di sentimento. Nelle sequenze di immagini frammentate che raffigurano persone in situazioni quotidiane, Gloria dirige l’attenzione anche sulle condizioni e le implicazioni del mezzo, con i suoi meccanismi, rituali, e su come la manipolazione delle immagini a proprio vantaggio possa costituire un dilemma per l’artista. La sua opera parla del pubblico e di luoghi estrapolati dal loro contesto, e poi scomposti in struttura, colore, forma e materiale.
L’artista disseziona la figura umana e la rielabora in modo cmpletamente originale. I suoi messaggi criptici, che alternano dimensione verbale e composizioni visive, esemplificano la mancanza di distinzione fra le affermazioni chiare e quelle lasciate aperte all’interpretazione. Le promesse. L’ambizione di Gloria è quella di affrontare campi della comunicazione fra loro collegati, annunci mediatici o manifesti ,ma anche il problema della mancata applicazione della sociologia visiva allo studio degli stereotipi, delle immagini e della forme di comunicazione verbale. L’installazione presso la Galleria Gas è utilizzata come archivio, e la sua funzione è quella di ritratto della società mediatica. La promessa di autenticità e una reale presenza tattile rimangono un’illusione e ciò che resta è solo il tempo per altre promesse. Gloria concepisce una dimensione evenemenziale come nuovo ritmo, dialogo di ricordi grotteschi che riaffiorano. Unisce gli aspetti penosi e deprecabili della nostra comunicazione con le sue freddure semanticamente contraddittorie, che sono affermazioni quotidiane. Gloria tenta di provocare la comunicazione nella mostra stessa, installando monitor televisivi che permettono al visitatore di entrare in conversazione con gli altri. L’immagine in movimento.

Victor De Circasia