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PAST Exhibitions
Aurore Valade

Intérieures avec figures
From 20.06.2008 to 26.07.2008

Aurore Valade – Ceinture du Dr Gibaud, Dr Gibaud’s belt. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
Ceinture du Dr Gibaud, Dr Gibaud's belt. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
2006
lambda print
100 x 82 cm
Aurore Valade – Chanel n°5. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
Chanel n°5. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
2005
lambda print
100 x 82 cm
Aurore Valade -Coeur crocodile, Crocodile heart. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
Coeur crocodile, Crocodile heart. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
2005
lambda print
100 x 82 cm
Aurore Valade – Grand miroir, Large Mirror. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
Grand miroir, Large Mirror. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
2005
lambda print
100 x 82 cm
Aurore Valade – Grand rideau blanc, Large White Curtain. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
Grand rideau blanc, Large White Curtain. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
2006
lambda print
100 x 82 cm
Aurore Valade – Grande fille. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
Grande fille. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
2006
lambda print
35 x 100 cm
Aurore Valade – Homme au nu féminin, Man With Nude Woman. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
Homme au nu féminin, Man With Nude Woman. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
2004
lambda print
100 x 82 cm
Aurore Valade -Mise en plis, Crimping. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
Mise en plis, Crimping. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
2005
lambda print
100 x 82 cm
Aurore Valade -Parfum. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
Parfum. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
2006
lambda print
100 x 82 cm
Aurore Valade -Play-back. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
Play-back. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
2006
lambda print
100 x 82 cm
Aurore Valade -Robe de princesse, Princess Dress. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
Robe de princesse, Princess Dress. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
2005
lambda print
100 x 82 cm
Aurore Valade -Sapeur pompier, Fireman. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
Sapeur pompier, Fireman. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
2005
lambda print
100 x 82 cm
Aurore Valade -Suspente, Support. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
Suspente, Support. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
2006
lambda print
100 x 82 cm
Aurore Valade -Toilette du chien, Grooming the Dog. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
Toilette du chien, Grooming the Dog. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
2004
lambda print
100 x 82 cm
Aurore Valade – Tutu rose, Pink Tutu. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
Tutu rose, Pink Tutu. INTÉRIEURS AVEC FIGURES
2005
lambda print
100 x 82 cm

Intérieures avec figures

Gagliardi Art System presenta la prima mostra in Italia della giovane fotografa francese Aurore Valade.

In mostra in galleria 16 lavori fotografici che hanno per oggetto immagini d’interni e figure umane. Si tratta di scene sapientemente costruite, con un forte aspetto teatrale o cinematografico. A questi elementi si somma la preferenza di Aurore Valade per i soggetti femminili, spesso persone che fanno parte del mondo privato dell’artista o in ogni caso appartenenti a una realtà quotidiana e comunemente condivisibile. I personaggi maschili sono assenti, oppure compaiono come co-protagonisti di una scena dove al centro è comunque posta l’anima femminile e la sua psicologia. Il discorso sulla soggettività e sull’identità è però sempre paradigmatico di stati d’animo universali. Per Aurore Valade la fotografia diviene consapevole e ironica messa in gioco della stessa nozione di rappresentazione. Nelle sue fotografie spazi architettonici d’interni, oggetti e figure rimandano intenzionalmente alla grande tradizione artistica occidentale, spaziando dalla pittura di Velasquez al pensiero di Foucault. Soprattutto il rimando a Velasquez è spesso evidente: il modo stesso di costruire l’immagine, quasi come se si trattasse di una scenografia teatrale, rivela l’ispirazione al grande maestro. Tale sensazione è potenziata dall’inserimento nella scena di elementi particolari, come specchi o ritratti dipinti che conducono sapientemente l’attenzione dello spettatore dal piano puramente estetico a quello simbolico e concettuale. Le identità rappresentate paiono così quasi dissolversi in un infinito gioco di specchi, dove la prospettiva sembra capovolgersi. Ovunque linee immaginarie convergono verso lo spettatore, che è inconsapevolmente coinvolto a priori nella scena ritratta.

Les demoiselles de Foucault
di Maria Cristina Strati
Giovane artista francese, Aurore Valade è alla sua prima esperienza espositiva in Italia. In mostra sono presentati circa 16 lavori fotografici che hanno per oggetto immagini d’interni e figure umane. Si tratta di scene sapientemente costruite, con un forte aspetto teatrale e un’intensa qualità pittorica. Per Aurore Valade la fotografia è consapevole e ironica messa in gioco della stessa nozione di rappresentazione artistica. Nelle sue fotografie spazi architettonici d’interni, oggetti e figure rimandano intenzionalmente alla grande tradizione artistica e culturale dell’Occidente, spaziando dalla pittura di Velasquez al pensiero di Foucault.
Il rimando a Velasquez è spesso evidente: il modo stesso di costruire l’immagine, quasi come se si trattasse di una scenografia, rivela l’ispirazione al grande maestro. Tale sensazione è potenziata dall’inserimento nella scena di particolari come specchi o ritratti dipinti, che intelligentemente conducono l’attenzione dello spettatore dal piano puramente estetico a quello simbolico e concettuale. A questi elementi è da aggiungere la preferenza di Aurore Valade per i soggetti femminili, spesso persone che fanno parte del mondo privato dell’artista o in ogni caso appartenenti a una realtà quotidiana comunemente condivisibile. I personaggi maschili sono piuttosto assenti, oppure compaiono come co-protagonisti di una scena dove al centro è comunque posta l’anima femminile e la sua psicologia. Tuttavia il discorso sulla soggettività e sull’identità è sempre paradigmatico di stati d’animo universali. L’immagine fotografica si fa specchio dei più profondi sentimenti umani, pur dissolvendo la soggettività personale a livello concettuale.
Tutto ciò ha a che fare con un modo molto femminile di vivere le relazioni interpersonali, che gioca con la seduzione, il desiderio di essere guardati e amati. Il pericolo psicologico di questo meccanismo è il rischio di perdere se stessi nell’immagine di noi stessi che ci siamo costruiti, tentando spasmodicamente di farci una cosa sola con ciò che gli altri vedono di noi.
Correndo sul filo di questo rischio esistenziale, le identità rappresentate paiono quasi dissolversi in un infinito gioco di specchi. Dal punto di vista della composizione, questo meccanismo emotivo si riflette nella mise en scéne dei lavori nel loro complesso. Ovunque sottili linee immaginarie si delineano tra oggetti, spazi e figure e convergono verso lo spettatore, che è così inconsapevolmente coinvolto nella scena ritratta.
Queste riflessioni richiamano la nozione di “simulacro” di Baudrillard, ma è soprattutto il riferimento a Foucault a marcare la tonalità fondamentale di questi lavori. Il rimando è in particolare a Le parole e le cose (1966), che come molti sanno si apre proprio con una lunga dissertazione sul quadro di Velasquez Las Meninas. Per Foucault questo capolavoro mette in luce in maniera paradigmatica un mutamento radicale in corso nella storia dell’umanità a partire dall’età moderna: si tratta della messa in crisi della nozione di soggetto e di quella, ad esso correlata, di rappresentazione oggettiva. Per Foucault i concetti di soggetto e di “uomo” sono invenzioni recenti della storia dell’umanità, che si possono far risalire alla filosofia di Cartesio. Esse sono destinate ad essere messe in crisi nel corso del processo storico, fino addirittura a “scomparire” nel melting pot culturale della contemporaneità.
Il dipinto di Velasquez – com’è noto “reinterpretato” nel XX secolo da Picasso – secondo Foucault condensa in sé i risultati teorici della quasi totalità delle ricerche artistiche dell’epoca moderna e costituisce quindi un elemento di riflessione decisivo anche per noi oggi. Catturata in un gioco di sguardi, intersezioni e specchi, la rappresentazione artistica è in Velasquez consapevolmente ridotta alla sua purezza estrema, fino a mettere in crisi tanto la tradizionale modalità di fruizione dell’opera d’arte quanto il ruolo dell’artista. Con le debite proporzioni (ma tenendo conto anche della formazione teorica e culturale dell’artista) la ricerca di Aurore Valade sembra ricalcare alcuni punti fondamentali della lezione di Foucault.
Certamente qui abbiamo a che fare con fotografie e non con dipinti. Ma da un punto di vista più generale, se la fotografia, come voleva Baudrillard, è solo ingenuamente considerata depositaria di una visione “letterale” della realtà, tesa quasi più ad occultarne il senso che a svelarne quasi pornograficamente la totalità oggettiva, una reinterpretazione in chiave contemporanea delle riflessioni di Foucault su Velasquez può forse diventare una chiave interpretativa utile a leggere molta giovane produzione artistica di oggi. Nel caso di Aurore Valade da questa ricerca teorica nasce una spiccata attenzione per l’aspetto compositivo dell’operare artistico, come efficace e consapevole ritorno alla tradizione nel senso di una sua riattualizzazione in chiave ermeneutica. Riportata ai nostri giorni, la visione velasqueziana del mondo (e) dell’arte assume così un interesse nuovo, che ha a che fare con lo statuto stesso della ricerca artistica contemporanea.
Nell’opera d’arte siamo collocati di fronte ad un evento particolare, che dice qualcosa del modo di essere dell’uomo nella nostra epoca: molto oltre la nozione moderna di soggetto, verso un confine più sfumato e critico della percezione tanto della propria identità e della dimensione privata, quanto dell’intersoggettività.