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PAST Exhibitions
Michelangelo Castagnotto

Le Macchine Svelate
From 10.02.2012 to 24.03.2012

Michelangelo Castagnotto – La macchina della lettura
La macchina della lettura
2011
mixed media
200 x 122 x 70 cm  
Michelangelo Castagnotto – La macchina per azioni
La macchina per azioni
2012
mixed media
variable dimensions  
Michelangelo Castagnotto – La macchina per la lettura dei sassi
La macchina per la lettura dei sassi
2011
mixed media
168 x 81,5 x 97 cm  
Michelangelo Castagnotto – Il Baule
Il Baule
2010
mixed media
100 x 80 x 48 cm  

Le MACCHINE di Michelangelo Castagnotto presentate in mostra da Gagliardi Art System sono modelli disincantati, liberatori e svincolanti, di relazione tra l’artista e chi entra in contatto con l’opera. La definizione di “macchina” è da intendersi come sequenza di gesti e operazioni che introducono all’interno dell’opera stessa e del suo linguaggio: un vero e proprio RITUALE DI ACCESSO SEMANTICO ALL’OPERA. Questo rituale mette in pratica un’idea della cultura come significato negoziabile. Per questo hanno la forma di un protocollo smontato e non di un paradosso neo-dadaista, che non è una pratica.
Il percorso di ricerca viene ironizzato da simboli mistificatori che sono al tempo stesso guida e intoppo per attraversare l’opera. Attraversarla vuol dire superare la tendenza a vedere la realtà con schemi fissi, facendo invece perno sulla novità dell’esperienza, scavalcando come in un percorso ad ostacoli le attese fuorvianti del buon senso.
Nell’opera IL BAULE il primo dei simboli fuorvianti è la pittura in se stessa. L’artista usa la pittura non come tradizionale sintassi, bensì come modello linguistico formalizzato a cui arrivare eseguendo una prassi. Non il quadro, ma l’esperienza di arrivare al quadro.
La MACCHINA DELLA LETTURA permette di usare la lettura svuotandola del contenuto testuale. Rimane così il puro senso estetico del leggere. Anche questa è una prassi.
Nella MACCHINA PER LA LETTURA DEI SASSI, un gesto in apparenza naturale diviene aleatorio in sé, qualunque sia la disposizione che assumono le pietre scagliate.
In questo caso è il lancio ad essere un rituale.
Le macchine sono il prototipo di un’esperienza che trova la sua regola al proprio interno; perciò sono macchine estetiche. Il senso di ogni singola esperienza, che la rende originale, diventa linguaggio attraverso la forma della relazione.
Le macchine di Michelangelo Castagnotto incoraggiano a pensare che l’estetica sia il linguaggio dell’esperienza.

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The MACHINES of Michelangelo Castagnotto, which will be on display at Gagliardi Art System, are dis-illusioned models, liberating and unchaining, of relationships between the artist and those who come in touch with his work. The definition of “machine” is to be understood as a sequence of gestures and operations that provide a point of entry into the work itself and its language: a true SEMANTIC RITUAL OF ACCESS TO THE WORK. This ritual puts into practice the idea of culture as negotiable meaning. This is why the machines take the form of a de-structured protocol, not of a Neo-Dada paradox, which is not a practice.
The research process is ironized by using mystifying symbols that are both guides and obstacles in exploring the work. Going through a work means getting over the habit of seeing reality through fixed schemes, harnessing instead the power of the new experience, climbing over, as in an obstacle course, the misleading expectations of common sense.
In the work “IL BAULE” (The Trunk) the first of these misleading symbols is painting itself. The artist uses painting not as traditional syntax, but as a formalized linguistic model to be attained by following a praxis. The focus then is not the painting, but the experience that leads to the painting.
The “READING MACHINE” allows to use reading while depriving it of its textual content. What is left is, therefore, is the purely aesthetic side of reading. This is another praxis.
In the “MACHINE FOR READING STONES” an apparently natural gesture becomes inherently random, whatever the spatial arrangement taken by the stones once thrown.
In this case the ritual is the act of throwing.
Machines are the prototype of an experience that finds its rules inside itself; therefore, these are aesthetic machines. The meaning of every single experience, which makes it unique, becomes language through the form of relation.
The machines of Michelangelo Castagnotto encourage people to think that aesthetics is a language of experience.

Il Gatto

di Michelangelo Castagnotto

Tirando il bastone
al mio gatto
ho capito
i gatti:
non mi ha riportato il bastone.
L’ho tirato ad un cane,
non mio,
quando ho capito
ha miagolato

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Il Gatto

by Michelangelo Castagnotto

Throwing the stick
at my cat
I understood
cats:
he did not bring the stick back to me.
I threw it at a dog,
not my dog,
when I understood
he mewed