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PAST Exhibitions
Mario Rizzi, Richi Ferrero, Justin Sanchez

Mario Rizzi / Richi Ferrero / Justin Sanchez
From 05.11.2013 to 21.12.2013

Mario Rizzi – Al Inthitar
Al Inthitar
2012

Gagliardi Art System è orgogliosa di ospitare nuovamente l’artista Mario Rizzi che presenta il suo ultimo lavoro Al Intithar(L’Attesa), un film di 30 minuti in concorso all’ultimo Festival del Cinema di Berlino e recentemente invitato al Dubai International Film Festival il prossimo dicembre. Il film – girato per sette settimane, tra settembre e novembre 2012, nel campo profughi Zaatari, nel deserto giordano – racconta la storia di Ekhlas, una rifugiata siriana di Homs, ed attraverso lei, la vita dei suoi figli e del campo, con le loro speranze, delusioni e lunghe attese.
Al Intithar sarà in dialogo con l’ installazione neon Al-Sha’b Yurid Isqat al-Nizam (Il popolo vuole la caduta del regime), lo slogan associato con la Primavera Araba sin dal dicembre 2010.

Kazin Ayagi (Lucciole per lanterne) è il secondo film in mostra, girato ad Istanbul nel 2011. Il film utilizza il linguaggio del teatro delle ombre per riflettere sulla gentrificazione di stato e sul dislocamento coatto di intere popolazioni, in particolare Rom e Curdi, da interi quartieri della città. In collaborazione con Emin Senyer, che ha realizzato 40 nuove marionette su disegno dell’artista, Mario Rizzi ha ideato una pièce teatrale che accosta al linguaggio ed ai personaggi del teatro Karagöz, altri linguaggi espressivi quali la musica rap e la tragedia greca. Il film documenta i tre spettacoli live avvenuti ad Istanbul nel 2011.
La mostra è co-prodotta con Villa Romana, Firenze, dove è stata presentata nell’aprile 2013.

Nel 2012 Richi Ferrero ha ideato per la grande hall del nuovo Campus universitario progettato da Sir Norman Foster a Torino la straordinaria installazione Homo Tecnosapiens, realizzata con l’inedito sistema del Tattoo Wall.
L’artista ha reso omaggio a Burne Hogart, magnificando e ingigantendo fino a14 metri di altezza un suo schizzo di 15 cm presente in un manuale di disegno destinato alla formazione degli studenti d’arte.
Oggi l’artista propone una serie di opere 70×100 del medesimo soggetto – i Tecnosapiens – che si distinguono per l’inserimento in ciascun pezzo di un cavo e una spina elettrica di colore diverso. L’inserimento del cavo elettrico e della spina luminosa, tenuta dalla mano bidimensionale del soggetto disegnato, evidenzia la condizione di estrema fragilità del nostro nuovo straordinario mondo elettronico-digitale che per esistere e funzionare non può prescindere, oggi, dall’energia elettrica, quella che vetustamente accende ancora le lampadine del mondo.

La produzione di Justin Sanchez si fonda allo stesso tempo sulle ricorrenze, che siano formali o fenomenologiche (l’ambiente un po’ oscuro e metallico, che allude sempre all’industria). Queste le costanti che attivano un fenomeno di feedback, da un’opera all’altra, le figure che ricorrono più spesso: la sparizione e l’apparizione, in cerca degli strumenti per una trasformazione perpetua. Con calchi, giochi di raddoppiamento o sostituzione, delocalizzazioni, capovolgimenti, le posizioni creatrici sono molteplici e feconde di apparizioni.
Mario Rizzi (Barletta, 1962) vive a lavora a Berlino.
Richi Ferrero (1951, Torino) vive e lavora a Torino.
Justin Sanchez (1980, Marsiglia), vive e lavora a Nizza.

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Gagliardi Art System is proud to host a new show by the artistMario Rizzi, who presents his latest 30-minute film Al Intithar (The Waiting), which was selected in the official competition of the last Berlin Film Festival and is invited to the next Dubai International Film Festival next December. The film was shot over a period of seven weeks, between September and November 2012, in the Zaatari refugee camp, in the Jordanian desert. It tells the story of Ekhlas, a Syrian refugee from Homs, and through her story, also the life of her children, and of the people in the camp – their hopes, disappointments, and their long waiting.
In the exhibition, Al Intithar interacts with a neon installation Al-Sha’b Yurid Isqat al-Nizam (The people want the fall of the regime), the slogan associated with the recent Arab uprisings, since December 2010.

Kazin Ayagi (Actually, that’s not the case) is the second film in the exhibition, shot in Istanbul in 2011. It uses the language of shadow theater to reflect on the top-down gentrification and forced eviction of entire ethnic groups, in particular Roms and Kurdish people, from several districts of the city. In collaboration with Emin Senyer, who crafted 40 new marionettes based on Rizzi’s designs, the artist wrote a shadow theater play which combines the language and characters of Karagöz theater with other languages, such as the rap music and the Greek tragedy. The film follows the plot of the play through the three live shows that took place in Istanbul in 2011. The exhibition is co-produced with Villa Romana, Florence, where it was presented in April 2013.

In 2012 Richi Ferrero created an extraordinary installation called Homo Tecnosapiens, made with the unique Tattoo Wall system, for the main hall of the new University campus in Turin, designed by Sir Norman Foster.
The artist wanted to pay homage to Burne Hogart, enlarging and magnifying to a height of 14 meters one of his sketches (original size 15 cm), appearing in a drawing handbook for art students.
Today the artist is presenting a series of 70×100 cm works, all depicting the same subject – the Tecnosapiens. The artist has differentiated each work by inserting a differently colored cable and electric plug. The insertion of the electric cable and luminous plug, which are held by the two-dimensional hand of the drawn subject, emphasizes just how frail our new, extraordinary electronic-digital world is. In order to exist and function today, we cannot do away with electricity, the obsolete power that still turns on the light bulbs of the world.

At the same time, the production of Justin Sanchez relies on recurrences – be they formal or phenomenological – the somewhat dark, metallic atmosphere, always reminiscent of an industrial setting. These constant features activate a feedback phenomenon that reverberates from one work to the other, with the oft recurring figures of disappearance and reappearance, in a search for the tools of permanent transformation. Molding, doubling or substitution, relocation, inversion: the creative positions are multiple and rich in apparitions.

Mario Rizzi (Barletta, 1962) lives and works in Berlin.
Richi Ferrero (1951, Torino) lives and works in Turin.
Justin Sanchez (1980, Marsiglia), lives and works in Nice.