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PAST Exhibitions
Daniele D' Acquisto, J & PEG, Claude Faure, Marco Silombria, Carlo Steiner, Margot Quan Knight, Aurore Valade, Andreas Leikauf, Ennio Bertrand, Davide Coltro, Paola Risoli, Stefania Fersini

Orizzonte a 4 metri
From 24.09.2015 to 25.10.2015

Installation view 4m_1
Installation view
Installation view 4m_2
Installation view
Installation view 4m_3
Installation view
Installation view 4m_4
Installation view
Installation view 4m_5
Installation view
Installation view 4m_6
Installation view
Daniele D’Acquisto -No Dolphin
No Dolphin
2011
steel, aluminium, iron, bleached wood
variable dimensions
j&peg – caso 07-852
caso 07-852
2011
photo, acrylic on pvc
180 x 140 cm
Claude Faure – cf-autoportrait, autoritratto, selfportrait, selbstbildnis
autoportrait, autoritratto, selfportrait, selbstbildnis
00-04
4 specchi
32 x 32 x 5 cm ciascuno
Marco Silombria – up
up
2003
digital print on cut and milled dibond
16 x 20 cm
Marco Silombria – global
global
2003
digital print on cut and milled dibond
35 x 100 cm
Marco Silombria – m…come manzoni
m...come manzoni
2003
digital print on cut and milled dibond
49 x 60 cm
Carlo Steiner -Regina
Regina
2007
plastilina, cera su legno
200 x 340 cm  
Claude Faure – bibliothèque n° 3
bibliothèque n° 3
1999
piece of furniture, books
173 x 74 x 21 cm
Claude Faure – chaos
chaos
1998
barattolo di vetro, pasta
34 x 10 cm
Aurore Valade – Il signore dei sentiment. RITRATTI TORINO
Il signore dei sentiment. RITRATTI TORINO
2010
lambda print on dibond
65 x 80 cm
ed. 3  
Aurore Valade -La Regina della Cucina. RITRATTI TORINO
La Regina della Cucina. RITRATTI TORINO
2009
lambda print on dibond
65 x 80 cm
ed. 3  
Aurore Valade -Paradiso del mondo. RITRATTI TORINO
Paradiso del mondo. RITRATTI TORINO
2010
lambda print on dibond
65 x 80 cm
ed. 3  
Aurore Valade – Gli Indifferenti. RITRATTI TORINO
Gli Indifferenti. RITRATTI TORINO
2010
lambda print on dibond
65 x 80 cm
ed. 3  
Aurore Valade -Tu non mi perderai mai. RITRATTI TORINO
Tu non mi perderai mai. RITRATTI TORINO
2010
lambda print on dibond
65 x 80 cm
ed. 3  
Margot Quan Knight – JB2 (Mirror Quilts)
JB2 (Mirror Quilts)
2009
lambda print
133 x 95 cm
ed. 5  
Margot Quan Knight – JH (Mirror Quilts)
JH (Mirror Quilts)
2009
lambda print
133 x 95 cm
ed. 5
Margot Quan Knight – EF (Mirror Quilts)
EF (Mirror Quilts)
2009
lambda print
133 x 95 cm
ed. 5  
Margot Quan Knight – Newspaper (If)
Newspaper (If)
2002
lambda print on aluminium
70 x 100 cm
ed. 9
Daniele D’Acquisto – Out of time
Out of time
2008
bleached wood, buckets
3 elements; 29,5 x 32,5 x 30 each
Ennio Bertrand – Man
Man
1999
cibachrome print mounted on aluminium, foil
62 x 89 cm
ed. 1/1
Ennio Bertrand – Woman
Woman
1999
cibachrome print mounted on aluminium, foil
62 x 89 cm
ed. 1/1
Davide Coltro -Inter_Mirifica 2.0 (Gates)
Inter_Mirifica 2.0 (Gates)
2013
MD-System 19
30 x 40 cm
Davide Coltro -Inter_Mirifica 2.0 (Jobs)
Inter_Mirifica 2.0 (Jobs)
2013
MD-System 19
30 x 40 cm
Davide Coltro -Inter_Mirifica 2.0 (Paik)
Inter_Mirifica 2.0 (Paik)
2013
MD-System 19
30 x 40 cm
Paola Risoli – to pina & wim
to pina & wim
2012
58, 5 x 90 cm
unica
Paola Risoli – Round midnight II
Round midnight II
2007
Lambda print on aluminum
144×95,5cm
Paola Risoli – Bidonville V
bidonville V
2009
mixed media
58,5 diam. x 90 h cm
Paola Risoli – contenuto speciale III
contenuto speciale III
2012
mixed media
22 diam x 27 h cm
unique
Paola Risoli – Bidonville II
Bidonville II
2009
mixed media
58,5 diam. x 90 cm h
Margot Quan Knight – Pistoletto
Pistoletto
2008
stampa Fujitrans su plexiglass, specchio, alluminio, light box, legno
137 x 243 x 20 cm
ed. 2 + 1AP  

“Orizzonte a 4 metri” – Opere dalla Collezione

Negli spazi della galleria resi disponibili per mostrare la collezione è possibile osservare la mostra “Orizzonte a 4 metri”. In dialogo con la mostra di Romulo Celdran. Romulo rende protagonisti della sua ricerca gli oggetti che animano le ore trascorse nel suo studio, Pietro Gagliardi e Christian Domke hanno estratto dalla collezione GAS le opere di artisti che hanno reso omaggio a oggetti a volte comuni e a volte pregni di significato con cui capita di trovarsi in contatto in uno spazio fisico vitale che non si protende… al di là dei quattro metri.

L’esposizione inizia nell’atrio con un ironico quanto sofisticato lavoro di Daniele D’Acquisto: “No Dolfin”. Un’opera che ironizza sull’assenza di un delfino blu che in una famosa installazione di Jeff Koons sovrastava una batteria di pentole da cucina. Con queste pentole Daniele si avventura in una nuova scommessa, quella di misurare il volume dei liquidi in esse contenute, tramutandole in forme solide e immarcescibili. Un confronto con lo spazio che spesso è coltivato da Daniele nei suoi lavori e fa riflettere se la scultura sia il manufatto che appare o non sia piuttosto l’aria che la contorna.

Nel corridoio si possono osservare due lavori dei J&Peg, impregnati della tradizione italiana. Un vecchio Borsalino da il via a uno tsunami di ricordi, e in un’azione tanto evoluta quanto infantile (ricordate la tempesta di emozioni quando da piccoli riuscivate ad accedere all’armadio con i vestiti dei vostri genitori?) i J&Peg performano simulando storie, scene, immagini probabilmente vissute, fissando la performance in uno scatto fotografico e rendendola indelebile al tempo.

Si prosegue con quattro ironici specchi di Claude Fore, strumenti di autoritatto quotidiano per narcisi di quattro provenienze linguistiche (e stature) diverse.

Nell’immaginario di Marco Silombria, artista scomparso da poco, il mondo di icone che prima distrugge e poi riscatta attraverso un gioco veramente molto simile a quello di Romulo Celdran, complice una visione zoomata che proietta nel pop il suo lavoro.

Carlo Steiner, attraversa invece la pop art con un tributo alla Pizza Regina, al chianti o al detersivo Bref con modalità espressive di fatto molto lontane da quelle pop e che ritrovano invece nella tradizione artistica e artigianale italiana gli strumenti per esprimersi.

Nuovamente Claude Fore, autore di sofisticati giochi linguistici, ci propone una libreria a l’envers. Un omaggio al contenuto dei volumi che devono poter rovesciare gli schemi di ragionamento dei lettori o ironica osservazione di biblioteche inutili riempite di sole custodie? Claude, poi, sembra ironizzare sulla cultura italiana, sempre pronta a fluttuare e flettersi (ma si capisce che la ama) realizzando un sofisticato libro in “corsivo” titolandolo éloge de l’italique. Un omaggio anche a Bodoni e alla superba scuola tipografica italiana. Un barattolo normalmenteche contiene pastina per brodo contiene invece il Chaos. Per raggiungere il chaos Claude procede ad un estenuante esercizio di pazienza: separa infatti le minuscole 5 lettere dell’alfabeto che gli occorrono dall’alfabeto completo contenuto nei pacchi di pastina.

Di fronte, in serrato dialogo con il lavoro di Fore, Margot Quan Knight fotografa le stanze delle case americane attraverso il filtro di uno specchio da lei costruito con la struttura del Quilt. Cattura così col filtro della tradizione americana quel che di contemporaneo abita le case. In questo caso si tratta di librerie o di scaffali di CD e Dvd, dall’intensità e dalla densità degli elementi si può supporre che si tratti di oggetti fortemente amati.
Ancora MQK ci introduce nel mondo noto a tutte le donne, ma particolarmente pregnante alle latitudini in cui vive (Seattle, USA) quello delle raccolte a punti. Il contenitore dei punti, non casualmente forse, è un barattolo come quello di Fore.
Una collezione non di punti ma di banconote con il valore artatamente alterato dall’artista per raggiungere prima possibile il suo primo milione, la si vede nel lavoro di Andreas Leikauff.
E ancora MQK ci propone un tavolo su cui si sta consumando la colazione con la protagonista, l’artista stessa, in solitario colloquio col quotidiano.

I quotidiani caratterizzano tutte le foto di Aurore Valade presentate, sottolineandone la data di realizzazione. Si tratta di ambienti di Torino, con le persone che li abitano e con tutti gli oggetti che abitualmente li circondano. Se non fosse che alcune case borghesi di Torino superano la metratura che indica il titolo della mostra, il lavoro di Aurore sembrerebbe creato appositamente. Vi invito a soffermarvi foto dopo foto e valutare quanto l’apparentemente caotico assortimento di oggetti – ma Aurore non lascia mai nulla al caso – descriva in maniera puntuale la psicologia dei personaggi ritratti.
Entrando nello spazio che ai più risulterà assolutamente nuovo e che fino ad alcuni giorni fa ospitava il magazzino della galleria troviamo le mini stringhe di D’Acquisto. La stringa è nelle mani di Daniele uno strumento capace di catturare, di impossessarsi degli oggetti di affezione che circondano l’artista. L’ipotesi che esse potenzialmente saturino lo spazio misurandolo e impossessandosi via via di altri oggetti appartiene al progetto dell’artista. Il cui spirito di osservazione si estende anche ai volumi dell’acqua che teoricamente occupano dei secchi sottoposti ad uno stillicidio di gocce, che a loro volta generano ritmi e misure.

In un parallelepipedo blu vediamo “Banana” un’opera di Glaser/Kunz. una coppia di artisti svizzeri, nota ai frequentatori della galleria per le loro sorprendenti sculture chinematiche. Quello che vediamo in questo caso è… una banana. Lo sforzo che G/K richiedono agli spettatori, non solo in questo caso, è di fermare il tempo e di osservare con calma gli accadimenti, avviene così, in questo caso, il miracolo della maturazione della banana.

Proseguendo la passeggiata, i quadri elettronici di Davide Coltro, propongono delle nature morte, frammenti di librerie, in cui sono immortalati gli oggetti cult dell’epoca digitale, o i loro protagonisti. Vuoi in maniera fotografica, vuoi attraverso la realizzazione 3D. Anche il lavoro di Davide pretende che si faccia una pausa e che lo si osservi con pazienza. Il premio è che lo vedremo mutare, di monitor in monitor arricchendosi di elementi e ritornando di tanto in tanto allo stato di libreria linda, come se si fosse appena fatto un trasloco.

In fondo allo spazio si potranno scorgere dei bidoni di olio combustibile. Ripuliti a dovere e sventrati in alcune parti allo scopo di rivelare gli interni, vengono abitati dalla fantasia di Paola Risoli. I loro interni, ovviamente su scala ridotta, appaiono assolutamente realistici, quando li si legge su grandi fotografie. Ogni oggetto di uso quotidiano presente nei bidoni e rivelato nelle fotografie è in realtà la simulazione di un oggetto fatto con elementi di riciclo e pazientemente piegato a nuova vita dall’artista. Lo stesso destino può capitare ad altri oggetti di riciclo, com’è il caso dei contenitori di Caffè Illy.

Un grande Light Box di Margot Quant Knight dichiara con ironia la sua passione per l’Arte Povera e in particolare per quel Maestro che è Pistoletto. Il lavoro ha due possibili vite: Spento è uno specchio e acceso rivela un letto sfatto su cui è appoggiata una pistola. Dalle cronache americane sappiamo che l’arma ritratta è un autentico “si deve” per una nutrita schiera di famiglie.

Completa la mostra una gigantesca rivista di moda, appartiene alla poetica di Stefania Fersini, e, in dialogo con essa, due immagini di Ennio Bertand, ricavate da fotogrammi di schermi televisivi di epoca catodica, elogio e critica della moda e dei consumi proposti.