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PAST Exhibitions
Günter Brus, Chris Burden, Angela de la Cruz, Dubosarsky & Vinogradov, Oleg Kulik, Ulrike Lienbacher, Erik van Lieshout, Paul McCarthy, Jonathan Meese, Bjarne Melgaard, Eva Schlegel, Rudolf Schwarzkogler, Frank Thiel, Keith Tyson, Erwin Wurm

Tra Est e Ovest
From 03.10.2003 to 30.10.2003

Günter Brus, Chris Burden, Angela de la Cruz, Dubosarsky & Vinogradov, Oleg Kulik, Ulrike Lienbacher, Erik van Lieshout, Paul McCarthy, Jonathan Meese, Bjarne Melgaard, Eva Schlegel, Rudolf Schwarzkogler, Frank Thiel, Keith Tyson, Erwin Wurm.
Nell’ambito delle sue iniziative GAS Art Gallery presenta ‘Tra Est e Ovest’. Ritratti di gallerie internazionali. 1. La Galleria Krinzinger di Vienna. Il progetto si inserisce in un programma di scambi culturali che vedrà, con scadenza annuale, la collaborazione di GAS Art Gallery con le più importanti gallerie italiane e straniere. La galleria Krinzinger ha al suo attivo un’esperienza ultratrentennale nel mondo dell’arte contemporanea con più di 300 tra mostre, performance e simposi.
A Torino, negli spazi espositivi di GAS, propone una selezione di opere di artisti significativi dell’arte contemporanea internazionale: da Günter Brus e Rudolf Schwarzkogler, rappresentanti dell’Azionismo Viennese, a Paul McCarthy, artista californiano che dalla fine degli anni ’60 attraverso video, installazioni e performances, tenta di incarnare e confutare i miti della società americana a partire dagli eroi della Tv per ragazzi; da Oleg Kulik, che rappresenta la tendenza dissacratoria della nuova arte russa -nelle sue performances l’artista incarna il ”cane russo”, che abbaia e morde il pubblico delle gallerie e i critici d’arte – all’ironia delicata dei disegni della giovane Ulrike Lienbacher, fino al ludico e inquietante imporsi dei soggetti di Erwin Wurm e alle evanescenti figure glam di Eva Schlegel. Da Vienna a Torino uno spaccato del fermento artistico contemporaneo tra Est e Ovest.

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Günter Brus, Chris Burden, Angela de la Cruz, Dubosarsky & Vinogradov, Oleg Kulik, Ulrike Lienbacher, Erik van Lieshout, Paul McCarthy, Jonathan Meese, Bjarne Melgaard, Eva Schlegel, Rudolf Schwarzkogler, Frank Thiel, Keith Tyson, Erwin Wurm

Within its program of initiatives GAS Art Gallery presents “From East to West” International Galleries Portraits. 1. Galerie Krinzinger, Vienna.
This project is included in a year falling due program of cultural exchanges, during which GAS Art Gallery will be collaborating with the most important galleries in Italy and abroad. The Krinzinger Gallery boasts over thirty years of experience in the contemporary art world with over 300 between exhibitions, performances and conferences. GAS premises will be housing a selection of works by important artists within the international contemporary art scene: from Günter Brus and Rudolf Schwarzkogler, one of the figures of the Viennese Actionism, to Paul McCarthy, the Californian artist who has been trying to embody and refute American society myths, starting with children’s television heroes, since the ’60 through videos, installations and performances; from Oleg Kulik, who represents Russia’s new art desecrating drift: in his performances the artist embodies ”the Russian dog”, who barks and bites gallery visitors and art critics; to the delicate irony of young artist Ulrike Lienbacher, to Erwin Wurm’s playful and disquieting self-imposing, to Eva Schlegel’s evanescing glam figures. From Vienna to Turin a cross-section of the contemporary artistic flurry from East to West.

FRA EST E OVEST

Il titolo di questa mostra, la prima di una serie di presentazioni dedicate ad alcune importanti gallerie internazionali e ai loro diversi programmi, che includono, fra l’altro, artisti mai visti a Torino (o visti solo di rado) descrive, naturalmente, la condizione di Vienna, ma anche l’orientamento programmatico della galleria Krinzinger. Fondata più di trent’anni fa nell’Austria occidentale, dispone di due spazi a Vienna, uno ”uptown”, il Bel Etage a Seilerstätte, nel cuore della città, e un altro ”downtown”, situato in un quartiere periferico, un complesso usato anche come Project Room. Già l’ubicazione e le numerose partecipazioni fieristiche la dicono lunga sull’attività di questa galleria che, accanto all’aspetto commerciale, ha sempre conservato intatta la vocazione comunicativa, perseguendo un importante (quasi museale) lavoro di informazione e contribuendo significativamente alla ricezione e alla valutazione di figure centrali della storia dell’arte recente, penso ad esempio a Meret Oppenheim o all’azionismo viennese, in particolare a Rudolf Schwarzkogler.
Ursula Krinzinger è stata anche curatrice di grandi mostre sia tematiche che monografiche. Quanto all’attività degli artisti austriaci all’estero, in numerose occasioni la Krinzinger, in collaborazione con altre gallerie internazionali, è riuscita a fare di più delle iniziative di promozione statali. E’ soprattutto coltivando la rete di relazioni all’interno del sistema-arte che la gallerista è riuscita a collegare i vari artisti fra di loro. In diverse occasioni, la scelta degli artisti da esporre è stata affidata ad altri artisti che hanno, in tal modo, portato alla luce e creato collegamenti. Questo vale in uguale misura per gli artisti californiani di Los Angeles, per i giovani russi e per la situazione dell’arte in Inghilterra. Sul piano mediale, l’offerta è tutt’altro che limitata e si articola in un’ampia gamma, che va dalla pittura e dalla scultura fino al disegno, al video e alla fotografia, percorrendo diversi paesi, in linea con il suo orientamento internazionale, ma rivelando, allo stesso tempo, la sensibilità, la disponibilità e l’ospitalità del luogo in cui ha sede. Al di là degli artisti di successo legati alla galleria, Ursula Krinzinger non ha mai dimenticato la presentazione e la promozione dei nuovi talenti. Proprio grazie alla curiosità del guardare avanti, ma anche alla sua costanza, la galleria Krinzinger è divenuta una vera e propria istituzione.
A Torino ci darà un assaggio del suo programma che, se si vuol delinearne brevemente i molteplici significati, appare improntato a una forte sensualità e a un costante, incessante rapporto con il corpo e con la psiche: erede, forse, di una certa cultura austriaca a cavallo fra est e ovest.

Peter Weiermair

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BETWEEN EAST AND WEST

This is the first of a series of exhibitions devoted to some of the most important international galleries and to their different programs, which include, among others, artists that have never or seldom exhibited in Turin.

The title ”Between East and West” can of course be taken to describe the city of Vienna, but it also reflects the programmatic guidelines of the Krinzinger gallery. Founded thirty years ago in west Austria, the gallery has two spaces in Vienna, one uptown, the Bel Etage, in Seilerstätte, the heart of the town, and the other downtown, in the outskirts, a complex used also as a Project Room. The gallery has always been very active in the art scene, as can be inferred from the its very location and its frequent appearances at art fairs. Next to the commercial aspect, Krinzinger has never given up its primary mission to shed light on new phenomena, through a continuous information activity not unlike that of a museum, thus giving an important contribution to the evaluation of some of the central figures of today’s art, as for instance Meret Oppenheim or viennese actionism, in particular Rudolf Schwarzkogler. Ursula Krinzinger curated also important theme and monographic exhibitions. In helping Austrian artists’ influence abroad, Krinzinger has often done better than state-financed projects, thanks to its collaboration with other international galleries. It is above all by stimulating the networking within the art system that the gallery owner has managed to connect different artists. For many exhibitions, artists were chosen by other artists, so that new connections were brought to light and established themselves. This is true of the California’s Los Angeles artists the young Russians and of the English artistic situation. From the point of view of media types, the gallery’s offer is far from restricted, ranging from painting and sculpture to drawing, video and photography, and covering different countries, in keeping with its international program. But this international charachter also shows the sensitivity and openness of the city Krinzinger is based in. Besides the successful artists linked to the gallery, Ursula Krinzinger has never neglected the presentation and sponsoring of new talents.
Thanks to this curiosity-driven, forward-looking mentality and to its perseverance, the Krinzinger gallery has become a true institution. At the Turin exhibition it will give us a glimpse of its program which, in spite of the difficulty to summarize such a variety of meanings, could be described as marked by a strong sensuality and a continuing attention to the body and the psiche, perhaps as a legacy of a viennese culture half-way between east and west.

Peter Weiermair