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PAST Exhibitions
Paolo Consorti

Video and Painting, curated by Marisa Vescovo
From 04.04.2007 to 12.05.2007

Paolo Consorti – Barking dog
Barking dog
2006
stampa lambda
125 x 135 cm  
Paolo Consorti – Eternal ways
Eternal ways
2006
stampa lambda
125 x 135 cm  
Paolo Consorti – First look down
First look down
2006
stampa lambda
125 x 135 cm  
Paolo Consorti – Hated crowd
Hated crowd
2006
stampa lambda
125 x 135 cm  
Paolo Consorti – Midway
Midway
2006
stampa lambda
100 x 200 cm  
Paolo Consorti – Parole crude
Parole crude
2006
tecnica mista su tela
160 x 170 cm  
Paolo Consorti – Sapore aspro d’amore
Sapore aspro d'amore
2007
tecnica mista su tela
150 x 220 cm  
Paolo Consorti – Sciagurati
Sciagurati
2006
tecnica mista su tela
80 x 120 cm  
Paolo Consorti – Starless air
Starless air
2006
tecnica mista su tela
80 x 200 cm  
Paolo Consorti – Strano Amore
Strano Amore
2006
tecnica mista su tela
80 x 200 cm  

Video and Painting è la prima mostra di Paolo Consorti in Italia in cui il lavoro pittorico viene presentato insieme alla più recente produzione video, evidenziandone le connessioni.

La mostra è divisa in due sezioni distinte, nate attorno a due differenti produzioni video. Realizzato appositamente per questa mostra, a cura di Marisa Vescovo, Consorti presenta Sapore Aspro d’Amore, (2007, 10′, prodotto da Gagliardi Art System), un filmato in cui il tema dell’amore, raccontato nel dialogo tra un uomo e una donna, ha come sfondo scenari apocalittici e tempi frammentati: quelli eterni della pittura, con relativa sospensione, e quelli urgenti dell’immagine fotografica e filmica. Qui Consorti sperimenta una nuova relazione, non più di sovrapposizione e fusione, ma di visioni simultanee, più caotiche, come un incontrollato flusso di coscienza. Dal video sono tratte alcune immagini, rivisitate in pittura, che sviluppano ulteriormente la fusione dei diversi linguaggi. Verrà inoltre presentato Inside the secret things (2006, 10′, prodotto da artsinergy), opera video in cui l’artista interpreta il terzo canto dell’Inferno di Dante, traducendo l’universalità medioevale del poema dantesco in una visione filmica in cui realismo fotografico e finzione pittorica creano una sospensione iper-reale. Al video, già premiato nel 2006 al Premio Casoli, esposto in una personale a Berlino alla Herrmann & Wagner e presentato all’ultima Melbourne Art Fair (Uber gallery) sono affiancati alcuni dipinti ispirati alla stessa parte del poema dantesco. Pittura e video dialogano, mostrando nell’interazione l’approccio di Consorti alla costruzione dell’immagine e della sua versione filmica, esposte e intrecciate fortemente al linguaggio cinematografico più che pittorico e video tout-court. La pittura, più ermetica, appare infatti come un condensato della sua versione in movimento, dove più scoperti s’intravedono i vari passaggi: dai fondali pittorici, alle riprese in teatro, alla costruzione di modellini che simulino luoghi iper-reali. Gli stessi meccanismi usati per realizzare una pittura fortemente contaminata, o meglio, cinematografica.

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Video and Painting is the first exhibition by Paolo Consorti in Italy to feature his most recent video production alongside his painting work, emphasizing the connections between the two.

The exhibition is divided into two separate sections, built around two different video productions. Consorti presents Sapore Aspro d’Amore, (Sour Taste of Love, 2007, 10’, produced by Gagliardi Art System), a film especially created for this exhibition, curated by Marisa Vescovo, where the theme of love, told through the dialogue between a man and a woman, is set against the background of apocalyptic sceneries and fragmented tempos – the eternal time of painting, with its suspension, and the urgent time of photographic and film images. Here Consorti experiments with a new relationship – no longer layering and fusion, but simultaneous visions, more chaotic, like an uncontrolled stream of consciousness. Some images were extracted from the video and revisited by painting, further developing the fusion between different languages.

Another featured work will be Inside the secret things (2006, 10’, produced by artsinergy), a video work where the artist interprets the third canto of Dante’s Inferno, translating the medieval universality of Dante’s poem into a film version where photographic realism and painterly fiction create a hyperreal suspension.

The video was awarded a prize at the 2006 Premio Casoli, was presented in a personal exhibition in Berlin, at the Herrmann & Wagner gallery, and was also shown at the last Melbourne Art Fair (Uber gallery). Next to the video, we can see some paintings inspired by the same section of Dante’s poem. Painting and video interact, showing Consorti’s approach to the construction of an image and its filmed version, which get exposed and deeply intertwined with cinematic language, even more than with the language of painting and video alone.

Painting, as the most hermetic form, actually looks like a condensation of its own moving model, where the succession of different passages is more overtly shown – from painted backgrounds to theater shootings to the construction of models simulating hyper-real places.
The same mechanisms are used to create a strongly contaminated, or better, cinematic, painting.

Questa nuova personale di Paolo Consorti alla  / Gagliardi Art System / gallerysi presenta costruita su un doppio registro:due video di recente produzione e una serie di lavori pittorici che da essi hanno origine.

La prima opera video “Inside the secret things” (2006), interpreta il famoso III° canto dell’Inferno di Dante, quello che visualizza plasticamente il personaggio Caronte, il traghettatore che conduce all’altra riva, e sembra – per Consorti – esprimere l’energia vitale capace di investire l’uomo quando, sfuggito all’ignavia, si abbandona al flusso della libido, la quale lo dominerà sotto la forma dell’istinto. Abbiamo l’impressione che questo istinto rappresenti il punto unitivo in cui si assomma la forza tellurica umana e tutta l’energia cosmica. Le “anime” in tuta mimetica, pensate dall’artista, diventano l’umanità provata dalla vita, che non ha sentito il “timor di Dio”, e ora sperimenta la sua ira attraverso le fustigazioni del terribile vecchio. La metafora affiorante in questa cosmogonia dantesca, è quella dell’Io fenomenico che simbolicamente muore, affinché l’essere umano, vero incontinente delle passioni fisiche, risvegliato dal dolore possa vedere con occhio nuovo – l’occhio interiore – nelle profondità della propria psiche, al di là delle apparenze. Il messaggio è chiaro: ogni passaggio, o “viaggio”, nel mondo interiore richiede una scelta individuale. Con queste immagini, cromaticamente dettate dall’obesità della luce artificiale, costruite su un set popolato di comparse – si veda “Correvano ignudi” e “Parole crude” – nasce una riflessione, anche teorica, che ha come temi di fondo la relazione tra la letteratura ( in particolare la poesia) e il cinema, tra il segno linguistico e la musica, tra archetipi comunicativi naturali e fisicità onirica, fatti istintuali e primitivi, accompagnati al brulicare di mille particolari, dettagli ossessivi,talora psichedelici, riferiti al presente, voracemente ambiguo, di un mondo sempre più vicino alla science fiction, che proietta nel futuro, con un montaggio abilissimo e una desiderio di creare simultaneità, le ambizioni del nostro tempo.

Le tele che accompagnano questo video inquietante, nascono dal suo interno, anzi instaurano un dialogo linguistico capace di più piani espressivi che si intrecciano e si ibridano viralmente, portando in scena una miriade di corpi nudi, magari un po’ sfatti e bombardati di fumi sulfurei, oppure vestiti con tute bianco-nere, leopardate. Le immagini proiettate sulla superficie, sono trattate con photoshop, ma è il pennello che con virtuose velature pittoriche mette in risalto il contesto visionario, cancellando il confine tra artificio e realtà, tra simboli universali e citazioni colte, che non nascondono una memoria pasoliniana complicata da una proto-fantascienza poetica.

La seconda parte della mostra è centrata sul video “Sapore aspro d’amore” , che ci porta dai vapori sulfurei e infuocati dell’opera dedicata all’ Inferno, all’idea di un altro riscaldamento: quello della terra, quello climatico del presente , che sta letteralmente sciogliendo il ghiaccio del nostro pianeta e il nostro futuro. Questo video ci racconta, attraverso un dialogo poetico tra un uomo e una donna in tuta bianco/nera, una storia d’amore, che pur volgendosi alla fine, si rivela ancora più indispensabile, al fine di dare senso alla vita. Molto significativo ci appare lo sfondo astratto, che a tratti si squarcia, per mezzo di schermi, così da farci vedere l’ombra candida di catastrofi future , o quella che l’oceano ha già proiettato sulle coste dell’Asia (Sumatra, 2004) divorando le sue prede in un istante. Infatti lo shok provocato da uno tsunami è specifico, a differenza di una tempesta, o di un tifone, non esistono segnali premonitori: arriva un’ondata, e dopo non rimane più nulla. Forse la natura non è poi così buona. Ma è anche vero che la specie umana non ha bisogno dello tzunami per distruggersi da sola, è uno sport a cui si dedica spensieratamente con i propri mezzi. I sogni di dominio degli uomini – sempre più irresponsabili – rischiano di generare mostri che ci divoreranno. La pittura, quasi monocroma, che nasce da questa opera-video riflette i tempi sincopati delle immagini filmiche, e ne continua il discorso portato aventi per frammenti intersecantisi, ricordandoci che in questo tempo di catastrofi forse è importante “proiettarsi” in un tempo che viene dopo la tempesta, e quindi vedere retrospettivamente in essa un evento al tempo stesso necessario e improbabile. Caso e destino si confondono come cielo e mare.

Marisa Vescovo

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This new solo show by Paolo Consorti, hosted by the Gagliardi Art System / gallery, is built on a double register – two recently produced videos and a series of paintings originating from the videos. The first video work, “Inside the secret things” (2006), is an interpretation of the famous third canto of Dante’s Inferno, where the poet plastically visualizes the figure of Charon, the ferryman who leads souls to the other bank. For Consorti, Charon seems to express the vital energy that can overwhelm man once he has escaped sloth and abandons himself to the flow of libido, which dominates him as instinct. We get the impression that this instinct is the uniting point, which condenses the human telluric force and the whole energy of the cosmos. The “souls” – dressed in camouflage – conceived by the artist become the symbol of a humanity tried by life, who has never felt any “fear of God”, and now experiences his wrath through the flagellation of this terrible old man. The metaphor, which emerges from this Dante-inspired cosmogony, is that of the phenomenal Self, who symbolically dies, so that the real human being, unable to contain his physical passions, is awakened by sorrow, and can cast a fresh look – through his inner eye – upon the depths of his own psyche, beyond all appearances. The message is clear – every passage, or “trip” through the inner world requires an individual choice. These images, whose colors are determined by the obesity of artificial light, and which were built on a set peopled by figureheads – see “Correvano ignudi” [They Were Running Naked] and “Parole Crude” [Raw Words], give birth to a reflection, also a theoretical reflection, whose underlying themes are the relationship between literature (poetry in particular) and cinema, between the linguistic sign and music, between the archetypes of natural communication and a dreamlike physical sphere, made of instinctual, primitive facts, coupled with a thousand swarming details, obsessive details, sometimes psychedelic. These details symbolize the voraciously ambiguous present time of a world that gets closer and closer to science fiction, a world which projects the ambitions of our time into the future, through an extremely skilful editing work and a desire to create a simultaneous dimension.

The canvases that accompany this disquieting video are born from the inside of the film. They actually establish a linguistic dialogue that can unfold upon multiple expressive plans, which get intertwined and virally hybridized, staging a myriad naked bodies, sometimes a bit flabby and bombarded by sulfur fumes, or dressed in black-and-white striped overalls. The images projected onto the surface are processed with Photoshop, but it’s the paintbrush, with its virtuoso painterly veils, that highlights the visionary context, erasing the boundary between artifice and reality, between universal symbols andcultivated quotes, where hardly concealed Pasolini memories are complicated by a poetic pre-sciencefiction. The second part of the exhibition centers around the video ”Sapore aspro d’amore” [Sour Taste of Love], which leads us away from the sulfureous, flaming vapors of the Inferno work, towards the idea of another warming: that of the Earth, the climate warming of today, which is literally melting down the ices on our planet, alongside our future. Through the poetic dialog between a man and a woman dressed in white overalls, this video tells us about a love story which, although it’s drawing to an end, is revealed as more essential than ever in order to give meaning to life. What is particularly significant is the abstract background, which in some spots is torn by screens, showing the snow-white shadow of future disasters, or the shadow the Ocean has already cast on the shores of Asia (Sumatra 2004), devouring its preys in a moment. The shock produced by a tsunami, unlike that of a storm or a typhoon, is very peculiar, in that there are no warning signs – a wave comes, and after it nothing more is left. Maybe nature is not that good. But it is also true that the human race needs the tsunami in order to destroy itself, a pastime it carelessly pursues with its own means. Man’s dreams of domination are getting more and more irresponsible, and threaten to generate monsters that will devour us all. The almost monochrome painting inspired by this video work reflects the syncopated tempos of film images, and continues their discourse made of intersecting fragments, reminding us that maybe, in this time of catastrophes, it is important to “project oneself” into the time that comes after the storm, and therefore to retrospectively see it as an event that is both necessary and improbable at the same time. Chance and fate blend, like the sky and the sea.

Marisa Vescovo